In Breve
- Cos'è il progetto Madonie Nomad Residency?
- È un'iniziativa di Castelbuono per attrarre nomadi digitali e promuovere lo sviluppo delle aree interne attraverso il lavoro da remoto.
- Qual è l'impatto economico stimato del progetto?
- I promotori stimano un impatto economico di almeno un milione di euro sul territorio.
- Quando inizia ufficialmente il progetto?
- Il progetto sarà avviato pubblicamente dal 4 al 6 settembre 2026 con un festival internazionale.
Castelbuono, un comune nel cuore delle Madonie, ha avviato un ambizioso progetto chiamato Madonie Nomad Residency, con l’obiettivo di trasformare il lavoro da remoto in uno strumento di sviluppo per le aree interne. Questa iniziativa si basa su un coworking pubblico, gestito dall’associazione no profit Social Green Hub, che è stato inaugurato alla fine del 2020, durante la pandemia, per fornire uno spazio condiviso a smart worker e nomadi digitali.
Il coworking è stato presentato come il primo spazio pubblico italiano strutturato e continuativo per il lavoro condiviso. Finora, ha ospitato oltre 750 persone e conta circa 350 utenti attivi, con 40 postazioni stabili, che possono arrivare a 70 durante i ritiri aziendali. Tre imprese tecnologiche hanno già utilizzato questo spazio per settimane di lavoro, coinvolgendo gruppi di circa cinquanta persone ciascuno.
Questa esperienza ha avuto un impatto significativo anche sui comportamenti dei residenti. Molti castelbuonesi che lavorano altrove hanno aumentato la frequenza e la durata dei loro ritorni in paese. La permanenza media annuale è più che triplicata rispetto al periodo precedente all’apertura del coworking, e alcuni lavoratori europei hanno addirittura acquistato casa e si sono stabiliti nel comune. I promotori stimano un impatto economico di almeno un milione di euro sul territorio.
Il progetto Madonie Nomad Residency non si limita a un singolo spazio, ma mira a costruire una “Smart Land” che metta in rete lavoro digitale, servizi, imprese, amministrazioni e comunità locali. Questo approccio consentirà di lavorare su progetti nazionali e internazionali senza la necessità di trasferirsi nelle grandi città.
Inoltre, l’iniziativa si propone come una risposta alla crisi demografica che affligge la Sicilia interna. Secondo i dati Istat, tra il 2019 e il 2026, la Sicilia ha perso 96.328 residenti nella fascia di età tra i 18 e i 35 anni, con una diminuzione del 9,6% della popolazione giovanile, accompagnata da una fuga di competenze verso il Centro-Nord.
Il progetto è stato ideato da Empeeria e promosso da Sosvima, con il supporto di una rete istituzionale che include il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Enit, i Comuni di Castelbuono e Collesano e la rete dei Borghi più belli d’Italia in Sicilia.
Per evitare il rischio di gentrificazione, i promotori hanno introdotto la formula del “co-living consapevole”. Un Local Host coordinerà camere, spazi di lavoro e servizi a tariffe calmierate, distribuendo i benefici e prevenendo dinamiche speculative. «L’accoglienza dei nomadi digitali non deve tradursi in gentrificazione, ma in un’opportunità Win-Win-Win in cui l’innovazione genera valore permanente per i residenti, le imprese locali e chi sceglie di vivere il territorio», ha dichiarato Tony Cirnigliaro, fondatore e direttore esecutivo di Empeeria.
Al centro del progetto c’è un patto di reciprocità: chi viene ospitato dovrà mettere a disposizione competenze e attività formative per giovani, artigiani e imprese locali nei campi del marketing, della digitalizzazione e dell’innovazione. L’obiettivo è trasformare le presenze temporanee in collaborazioni e opportunità durature, oltre che in pernottamenti e consumi.
Il progetto sarà ufficialmente avviato dal 4 al 6 settembre 2026 con un festival internazionale a Castelbuono, seguito da un periodo di Open Stay dal 7 al 13 settembre. Sono attesi oltre duecento lavoratori da remoto e professionisti per talk sull’intelligenza artificiale e sul futuro del lavoro, workshop, tavole rotonde sulla rigenerazione delle comunità, networking ed esperienze sul territorio.
La sfida principale sarà verificare se questo modello saprà convertire le presenze temporanee in nuovi residenti, relazioni professionali e occasioni economiche stabili.
