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  • Cermed di Guspini: Sospensione della Produzione e Avvio delle Procedure di Concordato

    Cermed di Guspini: Sospensione della Produzione e Avvio delle Procedure di Concordato

    In Breve

    Qual è la situazione attuale dello stabilimento Cermed di Guspini?
    Lo stabilimento ha sospeso la produzione e attivato procedure di concordato e cassa integrazione a causa di una crisi aziendale.
    Quali sono le cause della crisi di Cermed?
    La crisi è causata dagli elevati costi energetici, dalla mancanza di gas metano e dai rincari dei trasporti.
    Quali misure sono state richieste per affrontare la crisi?
    Sono state richieste misure per accelerare la realizzazione del metanodotto e garantire la continuità territoriale delle merci.

    Lo stabilimento di ceramiche Cermed, situato a Guspini e che impiega circa 120 lavoratori, ha annunciato la sospensione delle attività produttive. Questa decisione è stata presa in risposta a una crisi aziendale che ha costretto la direzione a mettere in sicurezza gli impianti e il personale, avviando contestualmente le procedure per il concordato in bianco e la cassa integrazione guadagni straordinaria.

    Le ragioni di questa crisi sono molteplici, ma tra le principali si segnalano gli elevati costi energetici e di trasporto, nonché la carenza di gas metano nell’isola. La maggior parte della produzione di Cermed è destinata ai mercati esteri, e l’azienda sta risentendo in modo significativo dei rincari legati al trasporto su gomma e marittimo, oltre agli effetti del sistema di scambio delle emissioni di CO2 (Ets).

    In aggiunta, sono emerse limitazioni nell’operatività bancaria che hanno ulteriormente complicato la situazione, ostacolando la prosecuzione delle attività produttive. Di fronte a questo scenario preoccupante, è stata avviata una mobilitazione per la difesa del sito produttivo. La Regione Sardegna ha già presentato la vertenza al Ministero competente, e a Guspini si è tenuta un’assemblea pubblica con la partecipazione di amministratori locali e regionali.

    Gigi Loi, segretario regionale della Uiltec, ha sottolineato l’urgenza di completare rapidamente le procedure necessarie e ha sollecitato un’accelerazione del progetto per la realizzazione del metanodotto. Ha anche evidenziato l’importanza di coinvolgere i comuni e di adottare misure per garantire la continuità territoriale delle merci, chiedendo alle amministrazioni di assumersi la responsabilità in questa vertenza di rilevanza regionale.

    Come termine indicativo per la risoluzione della crisi è stato citato il 31 agosto, un periodo entro il quale si spera di trovare una soluzione che possa garantire la ripresa delle attività e la salvaguardia dei posti di lavoro.