In Breve
- Quando ha perso il segnale Voyager 1?
- Voyager 1 ha perso il segnale tra il 18 e il 19 ottobre 2026.
- Come ha ripreso a comunicare Voyager 1?
- La sonda ha ripreso a comunicare grazie all'attivazione dei propulsori di riserva.
- Cosa comporta il giorno luce per Voyager 1?
- Dal 18 novembre 2026, un segnale impiegherà 48 ore per andare e tornare da Voyager 1.
Tra il 18 e il 19 ottobre 2026, le antenne del Deep Space Network non hanno rilevato il segnale di Voyager 1 durante due finestre di comunicazione programmate. In quel periodo, la sonda si trovava a circa 24 miliardi di chilometri dalla Terra. Fortunatamente, il segnale è ricomparso il 20 ottobre, prima che gli ingegneri potessero inviare comandi correttivi.
Le analisi condotte hanno rivelato che un gruppo di propulsori era andato offline. Tuttavia, il sistema di protezione da guasto ha attivato automaticamente i propulsori di riserva, permettendo alla sonda di stabilizzarsi e sospendere temporaneamente le normali operazioni. La causa di questa anomalia rimane attualmente oggetto di indagine.
A settembre, il team del Jet Propulsion Laboratory (JPL) aveva già effettuato un intervento di risparmio energetico, noto come “Big Bang”. Questo intervento ha comportato la sostituzione di tre dispositivi con alternative a minore consumo, in risposta alla graduale perdita di potenza dei generatori termoelettrici a radioisotopi, che diminuiscono di circa 4 watt all’anno. Senza questo intervento, i tecnici avrebbero dovuto spegnere ulteriori strumenti già nell’estate del 2027.
Attualmente, Voyager 1 continua a allontanarsi dalla Terra a una velocità di circa 61.155 chilometri all’ora. Il 18 novembre 2026, la sonda raggiungerà una distanza di circa 25,89 miliardi di chilometri, corrispondente a un giorno luce. Da quel momento, un segnale inviato dalla Terra impiegherà 24 ore per raggiungere Voyager 1 e altre 24 ore per ricevere una risposta, rendendo ogni scambio di informazioni un processo di almeno 48 ore.
“Questa è la prima volta che vediamo la sonda fare qualcosa del genere, ma siamo anche in un punto della missione in cui dobbiamo aspettarci l’inaspettato”, ha dichiarato Kareem Badaruddin, responsabile della missione Voyager al JPL. Suzanne Dodd, project manager della missione, ha sintetizzato la situazione dicendo: “Se vuoi dire ‘ciao’ a Voyager, invii il tuo messaggio, poi torni a casa e aspetti due giorni prima di ricevere finalmente una risposta”.
