In Breve
- Qual è l'attuale rendimento dei bond?
- I rendimenti obbligazionari globali hanno raggiunto i massimi dal 2008, con il decennale statunitense al 4,77%.
- Quali sono le cause dell'aumento dei rendimenti?
- Le attese sulle politiche delle banche centrali, le tensioni geopolitiche e l'aumento dei prezzi delle materie prime.
- Come influiscono i rendimenti sui mercati azionari?
- I rendimenti in crescita possono esercitare pressioni sui premi al rischio azionario, ma la forte crescita degli utili aziendali offre sostegno.
I rendimenti obbligazionari globali hanno raggiunto livelli massimi dal 2008, sollevando interrogativi sulle dinamiche del mercato azionario. Questo aumento, alimentato da attese sulle politiche delle banche centrali e tensioni geopolitiche, sta esercitando pressioni sui premi al rischio azionario.
Le cause di questa risalita sono molteplici. In primo luogo, le aspettative sulle decisioni delle banche centrali, che stanno adottando misure per affrontare l’inflazione, hanno spinto i rendimenti verso l’alto. Inoltre, il rincaro delle materie prime energetiche, con il prezzo del Brent che ha superato i 94 dollari al barile, ha contribuito a un clima di incertezza. A ciò si aggiunge un crescente premio per il rischio sovrano, legato a preoccupazioni fiscali e all’impatto della forte offerta obbligazionaria necessaria per finanziare investimenti in intelligenza artificiale.
Attualmente, i tassi dei titoli governativi statunitensi sono tra i più alti: il decennale si attesta intorno al 4,77%, mentre il trentennale ha raggiunto il 5,25%, valori che non si vedevano dal 2006. Anche il decennale giapponese ha toccato il 3% per la prima volta dal 1996, e il trentennale britannico ha raggiunto il 5,86%, un livello non visto dal 1998. In Europa, il Bund tedesco a 10 anni è al 3,35%, il BTP italiano al 4,18% e l’OAT francese è leggermente più alto, influenzato da fattori politici e finanziari locali.
Questo rialzo dei rendimenti ha riacceso il dibattito sulla tolleranza delle borse a tassi più elevati. Molti investitori vedono il 5% sul Treasury a 10 anni come una soglia psicologica, ma alcuni analisti ritengono che l’aumento sia graduale e non rappresenti uno shock tale da interrompere il trend rialzista del mercato azionario. In questo contesto, la forte crescita degli utili aziendali è vista come un fattore chiave di sostegno. Le aziende dell’S&P 500, ad esempio, mostrano una crescita degli utili del 12%, mentre in Europa si sta assistendo al più ampio ciclo di revisioni al rialzo dei profitti degli ultimi tre anni.
Inoltre, i dati di mercato rivelano un incremento dei flussi di cassa operativi del 37% nel settore tecnologico e del 19% nel resto dell’economia. Sulla base di queste tendenze, alcune previsioni indicano un potenziale rialzo dell’S&P 500 entro la fine dell’anno, a condizione che i rischi legati all’Iran e l’evoluzione dei tassi siano mantenuti sotto controllo.
La combinazione di rendimenti obbligazionari in crescita e utili aziendali solidi offre agli investitori l’opportunità di una rotazione verso titoli value, in particolare nel settore finanziario e bancario, piuttosto che un abbandono totale del segmento tecnologico. Questa strategia potrebbe rivelarsi vantaggiosa in un contesto di tassi in aumento e di utili robusti.
